Il valore della tradizione termale: intervista a Victor e Magdalena
Tradizione termale e fango euganeo per un benessere autentico
Nel reparto termale dell’Hotel Tritone la cura per l’ospite si manifesta attraverso gesti precisi, rituali antichi e una profonda conoscenza delle proprietà del fango e dell’acqua. Abbiamo incontrato Victor e Magdalena, due fanghini del team termale, per scoprire la passione e la dedizione che accompagnano ogni trattamento di fango-balneo-terapia.
Quando avete iniziato a lavorare all’Hotel Tritone e come è nato il vostro interesse per il mondo delle terme?
Victor lavora al Tritone dal 2021, mentre io, Magdalena, sono arrivata nel settembre 2024. Il nostro interesse per il mondo delle terme nasce dal desiderio di aiutare le persone a stare meglio con il proprio corpo, prevenendo o alleviando piccole problematiche fisiche. Ci affascina l’idea che il fango, un elemento naturale e unico del bacino termale di Abano-Montegrotto, possa contribuire in modo concreto al benessere delle persone.
Qual è stato il percorso di formazione per diventare fanghino e cosa vi ha attratto di più di questa professione?
Entrambi abbiamo frequentato il corso OAT – Operatore Assistenza Termale – riconosciuto dalla Regione Veneto, un percorso di mille ore tra teoria e pratica. Ogni anno partecipiamo anche al corso di aggiornamento obbligatorio, perché la formazione continua è fondamentale. Ci ha attratto la possibilità di lavorare in un ambiente accogliente e umano, a stretto contatto con gli ospiti. Al Tritone la tradizione viene rispettata in ogni dettaglio: tutto il trattamento di fango-balneo-terapia viene svolto con metodo classico, con i secchi e i teli, come da vera tradizione termale.
In cosa consiste, nel concreto, il vostro lavoro quotidiano? Come si svolge una vostra giornata tipo tra preparazione, applicazione e assistenza agli ospiti?
Le nostre giornate iniziano presto, verso le cinque del mattino. Dopo la preparazione nei camerini, contattiamo gli ospiti per ricordare gli appuntamenti di fangoterapia. Quando arrivano, verifichiamo la prescrizione medica e li accompagniamo nel camerino, dove applichiamo il fango seguendo le indicazioni del direttore sanitario -Dott. Forestan – e lo lasciamo agire per circa venti minuti. Dopo la posa, li guidiamo alla doccia e al bagno termale all’ozono. Ogni passaggio è seguito con cura, perché la precisione e l’attenzione sono ciò che rende davvero efficace e piacevole l’esperienza.
Il fango termale è un elemento naturale ma delicato: quali attenzioni richiede per garantire sempre il massimo beneficio e sicurezza per chi lo riceve?
Il fango è vivo e va trattato con rispetto. La temperatura dev’essere sempre controllata con precisione, mantenendosi almeno tra i 39 e i 40 gradi. È altrettanto importante rispettare la prescrizione medica e i tempi di posa. Ogni persona ha le proprie necessità e noi ci assicuriamo che il trattamento sia sempre adatto e sicuro per ciascun ospite.
Quali sono le qualità umane e professionali più importanti per chi lavora in questo ruolo?
Empatia, gentilezza, educazione e disponibilità sono essenziali. Ma contano anche la flessibilità e l’organizzazione, perché dobbiamo gestire più persone ogni ora senza mai far sentire nessuno trascurato. L’obiettivo è mettere ogni ospite a proprio agio, farlo sentire accolto e ascoltato: solo così può abbandonarsi davvero al benessere.
Il vostro lavoro è strettamente legato ai ritmi della natura e alle proprietà dell’acqua e del fango: quanto conta la conoscenza della materia prima e della sua evoluzione nel tempo?
Conta moltissimo. Gli ospiti sono sempre più curiosi e vogliono sapere da dove nasce il fango, come matura, quali benefici offre. Per noi è importante saper rispondere e raccontare con precisione, perché dietro ogni trattamento c’è un lungo processo naturale e scientifico. È bello vedere che le persone non cercano solo benessere, ma anche conoscenza.

Lavorare a contatto diretto con gli altri può accrescere anche un percorso personale. In che modo questa professione vi ha cambiato o arricchito nel tempo?
Questo lavoro ci ha arricchiti moltissimo, sia professionalmente sia umanamente. Ogni giorno incontriamo persone diverse, ascoltiamo le loro storie e condividiamo con loro un momento di benessere. La soddisfazione più grande è vedere gli ospiti felici, rilassati, grati per i risultati ottenuti. È un’emozione che ci ripaga di ogni sforzo e ci fa sentire parte di qualcosa di importante.
Qual è la parte più impegnativa del vostro lavoro e quale invece vi dà più soddisfazione?
Non consideriamo il nostro lavoro difficile: quando fai qualcosa che ami, non ti pesa. Ogni giornata porta con sé nuove sfide e nuove persone, ma anche tanta gratificazione. La vera fatica sarebbe non poter fare ciò che ci appassiona.
Ci sono episodi o gesti degli ospiti che ricordate con particolare affetto?
Ci fa sempre piacere rivedere gli ospiti che tornano più volte all’anno o che tornano di stagione in stagione. Alcuni ci seguono persino da altre strutture, e questo è motivo di grande orgoglio. Significa che si è creato un rapporto umano autentico, che va oltre il semplice trattamento: è fiducia reciproca.
Come si collabora con il resto del team termale per offrire un’esperienza coerente e di alto livello agli ospiti?
La collaborazione con il direttore sanitario e con la SPA manager è fondamentale. Riceviamo da loro tutte le informazioni necessarie per personalizzare i trattamenti e adattarli alle esigenze di ogni ospite. In questo modo ogni seduta diventa un momento unico, cucito su misura. L’armonia del gruppo si riflette anche sugli ospiti, che percepiscono subito l’atmosfera serena del reparto.
In un centro termale di lusso come il Tritone, quali sono i dettagli che fanno la differenza durante un trattamento di fangoterapia?
Il vero valore è nel team e nell’armonia che si respira. Quando un reparto lavora in sintonia, gli ospiti lo percepiscono immediatamente: si rilassano, si fidano e vivono l’esperienza in modo più profondo. Poi, naturalmente, contano la cura, la pulizia e la precisione in ogni gesto. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, contribuisce alla qualità complessiva del trattamento.
Secondo voi, cosa rende davvero speciale il fango del Tritone rispetto ad altri centri termali?
Il processo di maturazione del fango, il metodo tradizionale con cui viene applicato e la cura nella pulizia di ogni ambiente. Qui al Tritone nulla è lasciato al caso: dall’allestimento del camerino al modo in cui prepariamo e conserviamo il fango, tutto segue standard altissimi. È questa attenzione a rendere il nostro lavoro e i risultati davvero unici.
Lavorare in un luogo dedicato alla cura e al benessere influenza anche il tuo modo di vivere? C’è qualcosa che porti di questo equilibrio anche nella tua vita privata?
Portiamo a casa la soddisfazione che leggiamo sul volto delle persone dopo i trattamenti. Vedere un ospite stare meglio, ricevere un sorriso o un ringraziamento sincero è la ricompensa più grande. Ci insegna a vivere con più calma, con più ascolto e con la consapevolezza che prendersi cura degli altri fa bene anche a noi stessi.