la misura della cura

La misura della cura

Dal dettaglio dedicato all’Ospite alla responsabilità verso il territorio

Vi sono dettagli che attirano lo sguardo e altri che, proprio perché sono stati pensati con esattezza, quasi scompaiono.

Nell’ospitalità sono spesso questi ultimi a raccontare meglio la qualità del nostro lavoro.

Una camera preparata con precisione. Una preferenza ricordata. Un ambiente predisposto nel modo giusto. Un gesto compiuto nel momento opportuno. Sono attenzioni apparentemente minime che, sommandosi, restituiscono all’Ospite una sensazione assai più grande: quella di sentirsi atteso.

Credo che il lusso più autentico risieda anche qui. Non necessariamente in ciò che si mostra, ma nella naturalezza con cui ogni cosa sembra trovarsi esattamente dove dovrebbe essere. Eppure, dietro quella naturalezza, esistono metodo, esperienza, ascolto e il lavoro quotidiano di molte persone.

Negli anni ho compreso sempre più chiaramente che questa idea di cura non termina sulla soglia di una camera, e neppure dentro le mura di un albergo.

Come Presidente della Federalberghi Terme, Abano e Montegrotto, considero particolarmente significativo lo studio che l’Associazione ha promosso ed affidato a CISET (Centro Internazionale di studi sull’economia turistica, fondata dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dalla Regione del Veneto) sul ruolo economico del Sistema dell’Ospitalità Termale Euganea. I numeri restituiscono la dimensione di un comparto che rappresenta circa la metà della capacità ricettiva e del movimento turistico dell’intera provincia di Padova. Ma vi è un dato, forse meno immediato, che considero ancora più eloquente: gran parte del valore generato dalle nostre imprese rimane vicino a noi.

La mappatura condotta mostra infatti una filiera fortemente radicata nel territorio: circa il 70% dei pagamenti analizzati è rivolto a fornitori della provincia di Padova e quasi l’86% rimane entro i confini del Veneto, con una distanza media dei fornitori di appena 41 chilometri.

Sono cifre che, a mio avviso, raccontano soprattutto relazioni.

Dietro una tavola apparecchiata, una camera perfettamente preparata, un ambiente rinnovato o un servizio che funziona con discrezione esiste un sistema fatto di produttori, artigiani, tecnici, professionisti, imprese di pulizia e manutenzione, aziende alimentari, competenze tecnologiche e persone che condividono con noi una parte della responsabilità dell’accoglienza.

Persino il più piccolo dettaglio, osservato da questa prospettiva, smette di essere piccolo.

Prendersi cura dell’Ospite significa allora anche scegliere con attenzione, investire, formare, innovare, costruire rapporti destinati a durare. Significa comprendere che la qualità di un albergo non genera valore soltanto al proprio interno: può alimentare competenze, lavoro e sviluppo intorno a sé.

Lo studio ci consegna, allo stesso tempo, una responsabilità per il futuro. La nostra rete territoriale può diventare ancora più forte, aprendosi maggiormente alla cultura, alla ricerca, alla formazione e alle molte eccellenze che circondano il Bacino Termale Euganeo. Perché il termalismo non è un mondo separato dal proprio territorio: ne è una delle espressioni più profonde.

Ed è forse questo, oggi, uno dei significati più completi della parola cura.

Perché prendersi cura significa prestare attenzione a ciò che è davanti ai nostri occhi, ma, ancor di più, significa sapere riconoscere tutto ciò che vi è dietro.

Walter Poli
General Manager